La Logopedia

Tutto quello che c'è da sapere...

Che cos’è la logopedia?

La logopedia è una professione sanitaria che si occupa della prevenzione, dell’educazione e della rieducazione della voce, del linguaggio scritto e orale e della comunicazione per persone in età evolutiva, adulta e geriatrica.

Cosa fa e a chi si rivolge il logopedista?

Il logopedista si occupa di persone con disturbi della voce, del linguaggio e più in generale della comunicazione, disturbi neuropsicologici, del linguaggio, neurocomportamentali. E’ dunque compito del logopedista occuparsi di tutti i versanti del linguaggio, al fine di portare il soggetto il più vicino possibile alla normalità, utilizzando le metodiche e gli accorgimenti più adatti a ciascun caso, tenendo conto del quadro clinico e della problematica che sottende o consegue ai disturbi. La figura del logopedista si rivolge sia ai bambini che agli adulti: nel primo caso è un supporto fondamentale nello sviluppo e acquisizione del linguaggio, nel secondo aiuta l’adulto a trattare le disabilità comunicative che possono derivare da malattie neurologiche o traumatiche.

Di quali patologie si occupa?

La logopedia si occupa di molteplici patologie:
– dislalie organiche
– deglutizioni atipiche
– sordità infantili
– dislessia e disortografia
– cerebrolesioni e disartrie
– disfasia infantile
– aberrazioni cromosomiche quali la sindrome di down
– insufficienza mentale
– disfonie
– balbuzie
– afasia e altre

Nell’ambito dei servizi per l’età evolutiva, la patologia più diffusa è il Disturbo specifico del linguaggio(Dsl). Si tratta di un importante disturbo dello sviluppo del linguaggio che non è causato da patologie e che ha importanti conseguenze negli apprendimenti curricolari, quali la dislessia e le difficoltà generalizzate dell’apprendimento durante il percorso scolastico, come da tempo risaputo e recentemente confermato da numerose ricerche. La patologia è diagnosticabile a partire dai tre anni di età, ma oggi si dispone di importanti indicatori anche prima dei tre anni. I trattamenti per tale disturbo risultano più efficaci se svolti in età precoce ed è quindi importante realizzare tempestivamente la diagnosi. A tale scopo viene riunita una equipe pluridisciplinare, dove il ruolo del logopedista è fondamentale per rilevare lo status delle capacità linguistiche.

In casi di sordità, importanti rivoluzioni tecnologiche hanno stravolto i programmi riabilitativi e l’agire del logopedista, in particolare quella infantile, basti pensare all’introduzione dell’impianto cocleare. Il motivo del successo di questa innovazione è che si tratta di un vero e proprio organo artificiale, cioè della sostituzione dell’organo sensoriale uditivo, la coclea, con un sistema elettronico. Con questo presupposto è chiaro che cambia anche la prognosi riabilitativa e che diventano fondamentali alcune variabili importanti, quali: il paziente, l’impianto utilizzato, il team multiprofessionale per il progetto riabilitativo, nel quale il logopedista ha un ruolo importante.

Perché il trattamento logopedico è importante negli adulti?

Per riabilitare i disturbi vocali quali le alterazione del timbro della voce parlata (voce rauca, voce soffiata, voce acuta, afonie) dovute a cause organiche (cisti, noduli, edemi o polipi delle corde vocali) o a un uso scorretto o/e eccessivo della voce (soggetti predisposti o professionisti della voce quali: insegnanti, attori, cantanti etc.). Per riabilitare i disturbi del linguaggio, derivanti da patologie neurologiche quali afasia e disartria che possono essere causati da ictus, traumi cranici, sindromi di Parkinson, Alzheimer, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, etc.

Tra i disturbi delle funzioni orali e da cause organiche del “vocal tract”, uno dei problemi emergenti come disturbo organico e funzionale della deglutizione è la disfagia, di vitale importanza perché compromette il naturale meccanismo deglutitorio con ripercussioni importanti sull’alimentazione. L’invecchiamento della popolazione e l’istituzionalizzazione degli anziani, vede un aumento della frequenza di patologie di interesse logopedico verso altri disturbi comunicativi legati all’età. Soprattutto quelli dovuti al deterioramento mentale, la disfagia, da disfagia, da patologie psichiatriche con disturbi comunicativi, da patologie dell’apparato respiratorio con grave ripercussione sulla voce e capacità alimentari, affetto da disartria, affetto da afasia.

I problemi legati alla Comunicazione e al Linguaggio sono sempre più attuali e possono, se non trattati adeguatamente, compromettere la qualità della vita dell’individuo, il logopedista è il professionista della salute che risponde a questi bisogni.

Quando iniziare una terapia logopedica?

Prima di effettuare una vera e propria terapia logopedica, è indispensabile aver effettuato una valutazione mirata e approfondita della problematica che ci si presenta. La valutazione neuropsicologica permette di diagnosticare quelle aree del funzionamento neuro cognitivo potenzialmente compromesse post lesione focale o diffusa del sistema nervoso centrale evidenziando gli eventuali deficit funzionali connessi (aprassia ideomotoria, emineglect spaziale, emianopsia, anosognosia, sindrome disecutiva, difficoltà nella programmazione logica dell’azione, nel problem solving e nel pensiero logico astratto) che potrebbero portare ad una difficoltosa compliance al trattamento riabilitativo multidisciplinare di équipe. Vengono inoltre studiate le funzioni mnesiche, attentive, di percezione visiva e discriminazione visuo spaziale e di decadimento cognitivo lungo l’asse diagnostico differenziante della fisiologicità (normale invecchiamento) versus patologia. Il bilancio neuropsicologico diventa quindi il prerequisito di partenza per valutare in un primo momento l’appropriatezza ed in un secondo momento l’efficacia della presa in carico che cosi facendo diventa una risposta clinica differenziata capace di cogliere le diverse criticità ed i diversi cambiamenti della storia clinica del paziente stesso.

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